ommercio elettronico: adempimenti ed obblighi fiscali per vendere online con un sito ecommerce

 

 

La legge Bersani del 1998 stabilisce che il commercio online è assimilabile al commercio in generale da un punto di vista fiscale. Questo significa che gli adempimenti burocratici sono regolamentati dalle stesse normative dei negozi fisici.

La burocrazia spesso è un grosso scoglio da superare e può scoraggiare chiunque dall’aprire un ecommerce.

Ma niente paura: in questo articolo vedrai in dettaglio quali sono gli adempimenti e le normative di riferimento, oltre alle procedure burocratiche fondamentali per aprire un ecommerce.

 

Adempimenti burocratici per aprire un ecommerce

Il commercio elettronico prevede una serie di adempimenti fiscali, elencati di seguito:

  • apertura della Partita IVA;
  • iscrizione alla Camera di Commercio;
  • dichiarazione SCIA;
  • iscrizione all’INPS;
  • apertura di una posizione assicurativa presso l’INAIL.

A un primo sguardo, tutte queste richieste potrebbero intimorire chi ha intenzione di avviare un’attività. Per non sbagliare, è bene procedere per gradi.

Prima di esaminare uno per uno gli adempimenti necessari, devi decidere la forma giuridica più adatta al tuo business, ovvero quale tipo di società aprire.

Di solito gli ecommerce più strutturati vengono costituiti come società a responsabilità limitata o società per azioni. Trattandosi di società di capitali, hanno un capitale distinto rispetto a quello dei soci e degli amministratori. In questo modo eventuali creditori della società non possono rivalersi sul patrimonio di questi ultimi.

Un’altra opzione è la società a responsabilità limitata semplificata, che può essere costituita con solo 1 euro di capitale sociale e senza costi notarili.

Nel caso di attività che si distinguono per la loro originalità, è possibile chiedere alla Camera di Commercio l’iscrizione della società nel registro delle start-up innovative. In questo modo si può usufruire di diversi incentivi, come l’accesso facilitato ai finanziamenti o al crowdfunding. Aprire un’attività senza soldi è difficile ma non impossibile!

In realtà, il modo più semplice per un ecommerce è costituirsi come impresa individuale. Questa forma, adatta alle attività di commercio elettronico di piccole dimensioni, permette di evitare i costi di costituzione di una società di capitale.

In questo articolo scoprirai tutti i passaggi da seguire per l’apertura della partita IVA per un negozio online, oltre alle procedure necessarie per aprire un ecommerce.

1. Apertura della partita IVA

La partita IVA è un codice costituito da 11 cifre, che identifica in modo univoco il soggetto che esercita l’attività commerciale.

Questo regime fiscale consente di lavorare autonomamente, nel rispetto delle norme fiscali e previdenziali. Prevede l’emissione di fatture e il versamento dei contributi.

Il primo passo per l’apertura della partita IVA è la scelta del regime fiscale (ordinario, semplificato o forfettario). Per questa decisione è consigliato affidarsi a un/a commercialista, che potrà occuparsi anche della procedura di apertura per te.

Se invece decidi di farlo autonomamente dovrai innanzitutto individuare il codice ATECO della tua attività (47.91.1 per il commercio elettronico). L’apertura è gratuita e può essere effettuata presso l’Agenzia delle Entrate oppure direttamente online. Ricorda che la partita IVA è obbligatoria anche per le attività di dropshipping.

2. Iscrizione alla Camera di Commercio

Contestualmente all’apertura della partita IVA è necessaria l’iscrizione presso il Registro Imprese della Camera di Commercio (CCIAA). Si tratta di un elenco dove sono registrati i dati principali relativi a un’azienda e dove vengono certificati i dati costitutivi.

I registri sono gestiti dalle sezioni provinciali delle Camere di Commercio. La Camera di Commercio di riferimento è quella del comune in cui la società o ditta individuale avrà la sede legale.

I costi per l’iscrizione variano in base al tipo di impresa e comprendono il diritto camerale annuale, i diritti di segreteria e l’imposta di bollo.

3. Dichiarazione SCIA

La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività da presentare al SUAP, lo Sportello Unico delle Attività Produttive del Comune, dove è ubicata l’attività. Infatti, anche se hai un’attività online, dovrai selezionare un comune di riferimento dove istituire la tua azienda.

Con questa dichiarazione notifichi al comune di appartenenza l’avvio della tua attività. In seguito, le autorità competenti verificheranno la presenza di tutti i requisiti, di carattere morale e professionale, richiesti per legge.

4. Iscrizione all’INPS

L’INPS gestisce la previdenza sia per dipendenti che per gli autonomi. Liquida le pensioni e assicura le prestazioni di invalidità.

Il pagamento dei contributi previdenziali è obbligatorio per tutti i lavoratori. I dipendenti condividono la responsabilità del pagamento con il datore di lavoro. I lavoratori autonomi, se svolgono un’attività che non ha una cassa di previdenza, hanno l’obbligo di iscriversi alla gestione separata INPS.

Le imprese che operano nel commercio, nel turismo e nel settore terziario devono iscriversi alla Gestione Commercianti e presentare l’iscrizione alla Camera di Commercio.

L’iscrizione alla Gestione Separata INPS può essere effettuata presentando l’apposito modello agli sportelli oppure online.

 

5. Apertura di una posizione assicurativa presso l’INAIL

L’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) tutela i lavoratori dalle malattie professionali e da danni fisici ed economici causati dall’espletamento delle attività lavorative.

Tutti i lavoratori, sia autonomi che dipendenti, devono iscriversi all’INAIL contestualmente all’avvio dell’attività lavorativa.

Entro 30 giorni l’INAIL rilascia un certificato dove sono indicati il codice dell’impresa, il pin per l’accesso ai servizi online, il numero della posizione assicurativa territoriale (PAT) e gli elementi per il calcolo del premio assicurativo.

Tutte le procedure indicate finora sono valide anche per l’apertura di un’attività di dropshipping in Italia. Se invece stai pensando di vendere all’estero, dai un’occhiata a questo articolo per conoscere tutte le procedure necessarie.

Commercio elettronico: adempimenti e procedure

 

Hai visto quali sono gli adempimenti necessari per aprire un ecommerce, ora ti manca da sapere come vanno presentati tutti questi documenti.

Attraverso la Comunicazione Unica (ComUnica), una procedura informatica che semplifica i rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione, puoi trovare i seguenti modelli da compilare:

  • modello per il Registro Imprese;
  • modello per l’Agenzia delle Entrate;
  • modello per l’INPS;
  • modello per l’INAIL;
  • modello SCIA per il SUAP.

Tramite questo servizio puoi assolvere tutti gli adempimenti fiscali per il commercio elettronico (e il commercio in generale) attraverso un’unica procedura. Successivamente, il Registro Imprese inoltrerà la documentazione alle singole amministrazioni interessate.

Prerequisiti per la presentazione della Comunicazione Unica

Per presentare la Comunicazione Unica è necessario:

  • aderire al servizio Telemaco. È possibile accedere attraverso SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
  • possedere una firma digitale per firmare la Comunicazione Unica con valore legale. Se non sei in possesso di una firma digitale, puoi incaricare un intermediario tramite procura.
  • possedere un indirizzo PEC o un domicilio digitale, dove gli enti pubblici potranno inviarti le comunicazioni relative alla pratica.

Le imprese possono presentare la Comunicazione Unica tramite ComunicaStarweb, un servizio di compilazione guidata online. In alternativa è possibile scaricare il software ComUnica per avere accesso al sistema direttamente da desktop.

Commercio online: obblighi in materia di sicurezza

Oltre a tutti gli obblighi di legge per avviare l’attività, devi assicurarti che il tuo sito rispetti tutti gli obblighi informativi che regolano i rapporti con i consumatori.

Il tuo sito ecommerce dovrà contenere le seguenti informazioni:

  • condizioni generali di vendita, che regola i rapporti con i consumatori e chiarisce i diritti e i doveri;
  • informativa sulla privacy (privacy policy), che spiega come saranno trattati i dati personali degli utenti;
  • politica di gestione dei cookie (cookie policy), che descrive i tipi di dati di navigazione memorizzati dal sito.

In particolare il sito dovrà rispettare gli obblighi informativi previsti dal Codice del consumo, dal Codice Privacy e dal Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali (GDPR).

Condizioni generali di vendita (CGV)

Questo documento riassume le informazioni che per legge devi indicare ai consumatori, come per esempio:

  • i dati e i contatti della società;
  • i dati del servizio clienti;
  • le modalità di pagamento, consegna e spedizione;
  • le indicazioni sulla garanzia legale;
  • la indicazioni sul diritto di recesso, se previsto (ad esempio questa opzione non riguarda chi vende cibo online);
  • le condizioni dell’assistenza post-vendita e del trattamento di eventuali reclami.

È sconsigliato copiare le CGV da altri siti: non tutti gli ecommerce sono uguali, perciò è opportuno regolare il rapporto con i clienti in base alle caratteristiche specifiche della tua attività.

Privacy policy

Il GDPR ha avuto un grande impatto sulla privacy dei consumatori e su come percepiscono la tutela dei propri dati personali. Per questo motivo la privacy policy del tuo sito deve comunicare nel modo più chiaro possibile le modalità di trattamento dei dati.

L’informativa sulla privacy ha la finalità di ottenere il consenso all’utilizzo dei dati. Gli esempi di utilizzo più comuni sono l’invio di comunicazioni pubblicitarie e la cessione a terzi per monetizzare il database di contatti.

Cookie policy

Un cookie è un file di codice che un sito internet visitato dall’utente invia al suo dispositivo (computer, smartphone o tablet), dove viene memorizzato per essere poi ritrasmesso al sito in occasione di una visita successiva.

Sicuramente userai i cookie per migliorare il funzionamento del tuo sito. Per esempio, sono indispensabili per permettere ai consumatori registrati di effettuare il login automatico.

Altri usi comuni dei cookie sono:

  • monitorare le sessioni degli utenti durante la loro navigazione;
  • proporre pubblicità in base alle loro ricerche (retargeting);
  • elaborare statistiche basate sulle visite al tuo sito;
  • verificare l’andamento di campagne pubblicitarie.

I cookie possono essere destinati anche a molti altri utilizzi, ciò che conta è indicarli nella cookie policy, insieme allo scopo e alla durata. Inoltre gli utenti, al primo accesso, devono avere la possibilità di scegliere quali cookie autorizzare.

 

 Ecommerce: normativa

Ecco la normativa a cui dovrai fare riferimento per aprire il tuo ecommerce:

  • D.lgs. 114/98 – Riforma della disciplina relativa al settore del commercio. L’ecommerce non ha ancora una definizione specifica e viene assimilato alla vendita per corrispondenza, alla televendita o ad altri sistemi di comunicazione.
  • D.lgs. 185/99 – Il decreto mette integra la direttiva 97/7/CE sulla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza. Definisce il contratto a distanza come qualsiasi contratto che ha per oggetto beni o servizi, e inizia e conclude tramite una o più tecniche di comunicazione (esclusivamente a distanza).
  • D.lgs. 70/2003 – Integra la direttiva 2000/31/CE, che disciplina alcuni aspetti giuridici relativi ai servizi del commercio elettronico.

NOTA BENE: questo articolo è solo a scopo informativo e non ha valore di consulenza legale o professionale. Si prega di consultare un commercialista o avvalersi di una consulenza legale indipendente per informazioni specifiche relative alla propria circostanza e al proprio paese di residenza. Shopify declina ogni responsabilità per l’utilizzo di queste informazioni.